Camminando nell’arcobaleno: la street art a Bologna

Avete mai camminato nell’arcobaleno? Sentendovi avvolti dai colori, da sfumature morbide e contrasti vivaci, come in una variopinta sciarpa etnica? Ecco, alcune zone di Bologna, e non necessariamente le più centrali, trasmettono proprio questa sensazione: di essere completamente immersi nel colore…

La passione per la street art è qualcosa che sto scoprendo solo di recente, ma che mi ha subito preso il cuore e sento che sarà uno di quegli amori duraturi e profondi. Vi confesso che non la capisco ancora fino in fondo, mi sto avvicinando in punta di piedi a questo mondo così vasto e sfaccettato.
Al di là del messaggio sociale e spesso di protesta, indubbiamente fondamentale, quello che a me toglie il respiro e mi lascia a bocca aperta davanti a un muro dipinto è la trasformazione dell’ordinario in qualcosa di assolutamente straordinario. In ogni murales, indipendentemente che lo trovi bello o meno, vedo un piccolo apporto di Bellezza al mondo.

Questo è vero per le strade dei centri storici, ma anche e soprattutto per le zone più degradate, dove capannoni e fabbriche abbandonati diventano una grande tela bianca dove raccontare nuove storie. Un mirabile esempio di quanto l’arte – e la street art – sia uno strumento potente in grado di cambiare volto al mondo, sono i capolavori di Seth all’Ex Mira Lanza, che è già tra le mie prossime mete per una gita fuoriporta!

Tornando a Bologna, la street art si evolve così rapidamente ed acquista una tale importanza che nel 2016 è stata allestita una mostra tematica che ha avuto una grande affluenza ma che al tempo stesso ha creato una grossa polemica: Blu, uno dei “graffittari” più famosi in circolazione attivo soprattutto a Bologna, in segno di protesta contro un’esposizione che ingabbiava e decontestualizzava una forma d’arte nata per rimanere libera, ha deciso di cancellare alcuni suoi lavori dai muri della città…e io rimango con l’enorme rimpianto di non aver potuto vedere questa meraviglia dipinta all’XM24:

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Non lo so, per me è come se avessero rubato da un museo un quadro di inestimabile valore…Nonostante questa perdita, le strade della città rimangono comunque un museo a cielo aperto in continuo ampliamento e in continua evoluzione. Allora vi racconto quali sono le mie mete preferite per ammirare la street art a Bologna:

1 – Molto banalmente via del Pratello: tra l’alternarsi di locali affollati di studenti e l’invasione di colore che vi circonda, la strada sembra davvero qualcosa di fuori dal tempo. Tra l’altro, i dipinti sulle saracinesche dei negozi e sulle porte sono stati realizzati da poco (un’iniziativa dell’associazione Arti Povere Pratello) e quindi i colori sono ancora molto vividi. Sono tutti bellissimi, ma io amo particolarmente le porte dipinte da Ale Senso, i suoi ragazzini un po’ macabri che mi ricordano da vicino la mangaka Kaori Yuki e che forse richiamano anche vagamente le atmosfere cupe di Benjamin Lacombe.

2 – Il Ponte di via Stalingrado: questo sì che è letteralmente un arcobaleno! su entrambi i lati il ponte è ricoperto di murales, che sono stati realizzati nel 2016 da una sessantina di artisti su iniziativa di Roberto Morgantini, fondatore delle Cucine Popolari e vice presidente di Piazza Grande. E’ un po’ come fare il giro del mondo dell’arte per immagini: coccinelle giganti, ritratti picassiani, forme psichedeliche, il faccione di Dalla, volti in primissimo piano, Frida Khalo…inoltre, appena sotto il ponte corre via Emilio Zago, che offre un altro spettacolo unico di colori e forme: gli armonici intrecci di Tellas occupano con sfumature di un blu onirico tutta la facciata del Mikasa Club, mentre sul muro di fronte vi fissano samurai dall’aria truce e mostri spaziali.

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I murales di Tellas attorno al Mikasa Club

3 – Nella zona di via Marco Polo campeggiano meravigliosi i cromatismi di due artisti eccezionali: il writer Rusty, considerato uno dei padri fondatori della street art bolognese, e il tenero uccellino quasi disneyano del brasiliano Deco; ognuna delle due opere occupa un’intera facciata di un edificio e una strada passa nel mezzo, creando una simmetria perfetta.

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I murales di Rusty e Deco in via Marco Polo

4 – In corrispondenza della rotonda che da via Tazio Nuvolari porta al parcheggio Nord della Fiera, su un capannone abbandonato ho scoperto dei veri e propri capolavori; la zona è particolarmente malfamata, frequentata da prostitute e tossici, di conseguenza le mie soste qui sono sempre una “toccata e fuga”! ma questi murales sono tra i più toccanti che io abbia mai visto, in particolare ce ne sono due dai quali fatico a distogliere lo sguardo: sono i ritratti di due bambini, entrambi dall’aria malinconica, lo sguardo intenso che fissa un punto oltre il nostro orizzonte, come se nascondessero un segreto triste.

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E mi meraviglio ogni volta, di questa esplosione di Bellezza in tanto degrado; mi sento grata di trovare del colore lì, in mezzo al grigio, è come un regalo inatteso…mi spiace solo che, con tante opere sparse in tutto il territorio di Bologna, ancora non esista una mappatura completa e aggiornata e che ancora siano poco valorizzati, mentre città come Barcellona e Berlino organizzano dei tour dedicati alla street art, che la valorizzano molto di più rispetto a delle foto esposte in un museo.

Comunque il sito bolognastreetart.it colma in parte questa lacuna: ci potete trovare aggiornamenti sui nuovi “lavori in corso” in città e una mappa (ancora un po’ approssimativa, eh, ma meglio di niente) dei murales più belli.

Se avete degli altri itinerari da consigliarmi o se volete condividere i vostri murales preferiti a Bologna e dintorni, i vostri commenti sono i benvenuti 🙂

 

 

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