La Confraternita dell’Uva e i miei vizi preferiti (appagati)

Torno ora dalla libreria La Confraternita dell’Uva. Non sono del tutto sobria, nonostante io abbia camminato per quasi 7 km, mi dice Google Maps. Così, ho controllato per sapere quanto bene ha fatto alla mia cellulite la decisione di tornare in Bolognina a piedi. D’altro canto, non avevo molta scelta: Giorgio, Mario e Antonio, i simpaticissimi ragazzi foggiani proprietari di questa strepitosa libreria / caffé / tavola fredda sono stati fin troppo generosi con i rabbocchi di bianchetto pugliese (è pur vero che io nel mentre millantavo una tolleranza all’alcool che – ahimè – è sbiadita da qualche anno), già al secondo bicchiere sentivo l’impulso irrefrenabile di intonare qualche canzonaccia da osteria.

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Ma forse quando arrivi in un posto dove ti senti subito a casa è giusto così. Ho smollato la borsa su uno sgabello, giubbino e macchina fotografica su un altro e mi sono messa a mio agio, perdendomi in chiacchiere e pagine di libri. Sarà che sono capitata in un momento tranquillo, ma in realtà credo sia soprattutto perché la Confraternita dell’Uva nutre in modo splendido tutti i miei vizi preferiti:

leggere: nonostante sia una libreria piccolina, ha una interessantissima scelta di libri di case editrici indipendenti e non. E quando i ragazzi che la gestiscono ti consigliano qualcosa da leggere, lo fanno con una passione e un coinvolgimento tali che non puoi proprio non portarti il libro a casa. Io, complice il bianchetto, ne ho presi tre.

bere: adoro la loro selezione di vini, ne hanno sia di emiliani sia di pugliesi; ne ho assaggiati un paio delle loro parti, in uno di quei meravigliosi e umilissimi calici da osteria che ogni pensionato veneto conosce. Come avrete intuito, si lasciano bere. Altroché se si lasciano bere.

mangiare al volo: come tutti i pugliesi, anche questi ragazzi sono orgogliosi della loro cucina. E a ragione. Potete sedervi al bancone o ai tavolini (c’è anche un giardinetto interno) e assaggiare le gustosissime focacce pugliesi, taglieri di affettati e formaggi – anche questi specialità regionali – e chiudere in bellezza con una fetta di torta fatta in casa. Se non avete mai provato il piacere il leggere un libro appassionante e contemporaneamente sbocconcellare dell’ottimo cibo, vi siete persi uno dei buoni motivi per stare al mondo. Fortunatamente per voi, qui potete recuperare.

Giorgio, Mario e Antonio hanno aperto a Dicembre 2016, a poche centinaia di metri da via santo Stefano, il nome della libreria l’hanno tratto pari pari dal titolo di un libro di John Fante. Mea culpa per essere vissuta fino ad oggi senza conoscerli. Ma oggi, finalmente, si è presentata l’occasione perfetta: alcuni autori presentavano un’antologia di racconti sui supereroi. Chemmenefregaamedeisupereroi. Davvero, da appassionata di fumetti giapponesi ho sempre guardato al genere “supereroi” con snobismo e sufficienza. Ma questa sembrava fin dalla presentazione dell’evento una cosa diversa e ha mantenuto appieno le promesse: “Più veloce della luce”, che ho iniziato a leggere mentre ancora ero lì col mio bianchetto in mano, è una raccolta di gradevolissime storie brevi che alternano omaggi ai supereroi classici come Batman, Superman e Spiderman alle avventure di supereroi “de noantri”, improbabili e sfigati, come l’Uomo Fuco, Supertognazzi e Plagio (che vive all’Ikea), che mi paiono anche le più divertenti.

Oltre a presentare il libro, i due curatori dell’antologia – Luca Martini e Gianluca Morozzi – hanno genuinamente ricreato uno spaccato della vita del fumettaro anni ’90 (epoca in cui compravo di nascosto i miei primi manga): le aspettative,  gli scambi, i locali di Bologna dove si radunavano i tossici da fumetto…è stato spassosissimo, ho ripercorso per un attimo i sentieri della mia infanzia fumettofila, quanta nostalgia! A fine presentazione abbiamo scambiato due chiacchiere al volo, e ho scoperto che Gianluca non solo è un frequentatore assiduo della Confraternita dell’Uva, ma anche e soprattutto uno scrittore mooolto prolifico (che ve lo dico a fare, sono andata a casa con due libri suoi). Naturalmente prima di scoprirlo gli ho chiesto candidamente cosa facesse nella vita, presupponendo che lo scrittore fosse il suo secondo lavoro…beh dai, poteva andare peggio. Poteva piovere.

Allora da stasera, tra i posti che hanno un’anima e dove tornare tutte le volte che si può, ci metto anche la Confraternita dell’Uva. Se vi serve un motivo in più, sappiate che oltre al buon cibo, alla bella gente, alle serate con gli autori, organizzano anche serate di musica dal vivo; tutti gli eventi sono sulla loro pagina Facebook. Più di così. Mica possono spazzarvi casa.

Libreria Confraternita dell’Uva
via Cartoleria 20/b
Bologna

 

 

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