Eolo Perfido, ti temo! La nuova mostra di Ono Arte

Per giorni mi sono rigirata in bocca questo nome, masticandolo senza deglutirlo, come un vino troppo tannico che ti prosciuga il palato. Eolo Perfido, la mia nuovissima ossessione. La premessa necessaria è che non ne avevo mai sentito parlare fino alla scorsa settimana, eppure apprendo che è uno dei fotografi contemporanei più famosi e quotati…ancora una volta, che vergogna…

In primis, quello che mi turbava era il nome: non volevo convincermi che si chiamasse così per davvero, e al tempo stesso mi tormentava il pensiero che qualcuno avesse scelto un nome d’arte così brutto. Dopo lunghe ed estenuanti ricerche su Google con parole chiave come “Eolo Perfido nome vero”, ho avuto infine la conferma: non è un nome d’arte…Eolo, semmai dovessi leggere queste righe, non ce l’ho con te, ma con i tuoi genitori: perché hanno scelto di chiamarti come un nano malefico? e quanto devono essere stati duri gli anni della scuola elementare?!

La seconda cosa che non riesco a dimenticare sono le immagini profondamente disturbanti della sua “Clownville”, che ho avuto modo di vedere alla nuova mostra di Ono Arte Gallery, inaugurata lo scorso 27 Aprile: un Hitler in guépierre e con la faccia ricoperta di cerone posa vezzosamente in una parodia di saluto nazista; un clown dal petto imbrattato di sangue è colto nell’atto di lanciare un urlo silenzioso e terribile…scatti grotteschi e perturbanti che colgono il lato oscuro dell’umanità, in cui però – con tutta la buona volontà- non riesco proprio ad immedesimarmi. Ciononostante, sono ritornata, con masochistica testardaggine, a rivedere la mostra per ben due volte, soffermandomi sui suoi scatti ogni volta più a lungo; sarà che, come molti di noi, rifuggo in apparenza il macabro ma intimamente ne subisco il fascino.

Ma i motivi che mi hanno portata ad Ono Arte sono altri: a pari merito il fatto che ne sentissi parlare già da un po’ senza esserci mai stata e la scoperta che uno dei 4 fotografi cui era dedicata la mostra fosse Steve McCurry. L’Adorato. Il Divino. Il Sublime. Mi è bastato vedere l’immagine di copertina della mostra – un bimbo che corre via tra i variopinti e sporchi vicoli di una città indiana – per farmi venire le palpitazioni.

mccurry

Certo, le foto esposte non sono tantissime; non più di 5 per ogni fotografo (a McCurry è riservato un po’ più di spazio), ma questo esalta la bellezza della mostra, che offre uno spaccato della grande fotografia contemporanea qui rappresentata in diverse macrocategorie:
– gli inconfondibili ritratti di McCurry
– la fotografia naturalistica di Christian Cravo (gran pelle d’oca lo scatto che mostra la carica degli gnu con la savana sullo sfondo)
– le foto di moda di Gian Paolo Barbieri, che esaltano la luce dei volti e mescolano sapientemente collage, fotografia e pittura;
– e infine Lui…di cui non diremo altro se non che, oltre ai clown spaventosi, fa anche meravigliose “foto di strada” (le trovate su www.walkingphotographer.net)

cristian

Non per niente il titolo della mostra è “Photography: 4 Icons” e decisamente mantiene quel che il nome promette. Visitarla all’inaugurazione è stata un’esperienza caotica, ma tornare qualche giorno dopo e godermela in quell’atmosfera silenziosa e ovattata è stato come entrare in un nido, un luogo intimo che si svela allo spettatore con delicatezza, pian piano: in particolare mi è piaciuto il piano inferiore, sotto il livello della strada, uno spazio raccolto con un soffitto basso fatto di piccole volte in mattoni appena abbozzate, e pareti bianche che focalizzano tutta l’attenzione sulle foto esposte.
Insomma, un micromondo lontano da tutto eppure nel cuore di Bologna, a pochi passi da Piazza Maggiore. Già non vedo l’ora di tornarci e scoprire quale sarà la prossima mostra!

Ah, un’ultima notizia: tutte le foto sono in vendita. Origliando, ho realizzato che se vendo la mia cucina, il mio bagno e il mio salotto, nella camera che mi rimane posso appenderci un ritratto di McCurry. Mica male.

Se siete stati anche voi alla mostra, fatemi sapere come vi è sembrata e quali fotografie vi sono piaciute di più. E se vi va di colmare le mie lacune in fatto di arte, aspetto i vostri consigli su altre gallerie di Bologna che meritano una visita! 😉

Ono arte contemporanea
via Santa Margherita, 10
Bologna
tel/fax +39 051.262465

Apertura: dal martedì al sabato 10 – 13 e 15.30 – 20
domenica e lunedì chiuso

La mostra “4 Icons” rimane aperta dal 27 Aprile fino al 27 Maggio 2017

 

 

 

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