Il Bello della Bolognina – parte I

Il mio primissimo impatto con la Bolognina è stato probabilmente simile a quello di Neil Armstrong quando è sbarcato sulla Luna: grande stupore misto a un’ancestrale paura dell’ignoto. Nella mia ingenuità di ragazza di campagna c’erano diversi fatti che mi sconcertavano:
– che il cibo ti bussasse alla porta di casa
– che si potesse fare la spesa dal pakistano fino alle 10 di sera
– che esistessero autoscuole solo per cinesi
– che i cani senza guinzaglio si beccassero una multa di 100 euro

Aggiungete che appena arrivata qui, vicini e condomini mi hanno messa in guardia sui potenziali pericoli della zona e che per ben due volte la mia macchina, che avevo lasciato parcheggiata in strada, è stata oggetto di attenzioni moleste.

Per cui, insomma, non ero certa che il quartiere mi stesse dando il benvenuto.

In realtà ci è voluto davvero poco perché la Bolognina mi conquistasse. Mi sono resa conto che è un microcosmo con un suo strano equilibrio, a volte difficile da comprendere (sì, perché accettare che nel parco, accanto ai bambini che giocano, ci sia un capannello di spacciatori non è proprio immediato…) ma che resiste, e che mi sembra anzi in costante consolidamento. Mi sono talmente innamorata di questo quartiere che non riuscirò ad esaurire tutto il Bello della Bolognina in un unico articolo, allora comincio da qui, in ordine sparso. Della Bolognina alla Balena piace:

  • La Focacceria più buona del mondo: si chiama Focacceria Belvedere, gestita da una famiglia pugliese. Che dire, in questo triste momento storico che ci vuole magri, salutisti, vegani e crudisti questo posto è come un’oasi nel deserto. A volte devo cambiare strada per evitare di passare davanti alle sue vetrine ed essere vittima di un riflesso pavloviano che mi fa aumentare la salivazione e mi costringe a entrare e fare acquisti: io oramai sono assuefatta alla focaccia con peperoni e capperi e ai loro frollini, ma ci trovate di tutto: dai cannoli ai pasticcini con la pasta di mandorle, dalla mozzarella di bufala ai vini, dai panzerotti al reparto gastronomia. Fate un regalo alle vostre papille gustative e al vostro dietista: andateci. Via di Corticella 62.

 

  • La multietnicità: non dico che sia tutto rose e fiori, ché quando tante etnie e culture diverse si incontrano sorgono inevitabilmente dei problemi. Ma abitare qui mi insegna che la pacifica convivenza è possibile: spesso mi incanto a guardare nei parchi bimbi col turbante che giocano a calcio con bambini cinesi, marocchini e italiani, mentre si scambiano battute in un italiano perfetto, e ascolto con piacere la ragazza cinese che canta per ore dall’altra parte della strada. Certo, sono le nuove generazioni, ma a me sembra già un ottimo punto di partenza.

 

  • Il Fermento: un esempio ottimamente riuscito di locale “che ce l’ha fatta” fuori dal centro storico: cocktail fantastici, arredo vintage, serate con musica, mostre temporanee di illustrazione, pittura e fotografia. Certo, io non amo i posti affollati, e il Fermento di sera spesso lo è. Ma c’è quell’ora dorata prima del tramonto in cui gli avventori sono pochi e le grandi vetrate fanno entrare la luce: ecco, quel momento, mentre con un’amica mi rilasso sulle vecchie poltrone accanto al pianoforte e andiamo avanti a chiacchiere e spritz e taralli, quel momento è un po’ di felicità, e conosco pochi altri locali dove ritrovo questo senso di “casa”. In via Luigi Serra 11/C.
  • Il mercato di via Albani…quando è chiuso: vi parlavo del mio amore per la street art in un articolo precedente; ecco, le saracinesche del mercato di via Albani sono state dipinte nel 2016 da 36 artisti in occasione del Baum – Festival di Arti Urbane, ed è davvero come entrare nella galleria di un museo di arte contemporanea. Spiccano il verde, il blu, il rosso in una miscela vivacissima di colori e forme e con la luce del primo mattino o del tramonto sono ancora più belle.

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  • Il Mercatino dell’Usato di via de Gandolfi: per me che son fanatica della bellezza dell’inutile, questo posto è il paese delle Meraviglie. E poi è immenso: uno spazio che ospita residui di vite a cui dare una seconda possibilità, il posto perfetto dove trovare la classica “bazza”: vi si trova di tutto, anche se io adoro perdermi tra il reparto libri, fumetti e giochi in scatola e non manco mai di fare un giro tra quei ninnoli inutili e pacchiani che arrivano dalla credenza di qualche nonna. Lo staff è carinissimo e mi lascia sempre portare Cane senza temere che spisciazzi sui mobili. E in estate organizzano anche aperitivi con musica, spritz e buffet. Si chiama Il Mondo delle Occasioni, in via de Gandolfi 8.

Se anche voi amate questo quartiere e volete raccontarmi perché, aspetto i vostri commenti 😉 alla prossima puntata!

 

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