Alla ricerca dei Personaggi di Bologna

Una torrida sera di inizio estate: sto sorseggiando una birra ghiacciata fuori dall’Ortica con il fidanzato e all’improvviso gli occhi mi cadono su un vecchino intento a contare gli spiccioli fuori dal bar. Ha un aspetto disordinato: una camiciola rosa a mezze maniche con un lembo dentro ai pantaloni e uno fuori, le lenti scure sono sollevate sopra gli occhiali da vista, mi ricordano un po’ le orecchie di Topolino. Ha la bocca contratta e conta e riconta gli spiccioli che ha in mano, intuisco che non gli bastano per prendersi da bere. Decidiamo con nonchalance di chiedergli se possiamo offrirgli una birra. Lui è felice, e anche se nota con disappunto che la birra sembra piccola e non media, decide che ci siamo meritati una poesia; ce la detta (non senza qualche difficoltà, visto che sembra un mix di francese, tedesco e bolognese stretto) e poi ce la spiega, ed è la poesia più intricata e difficile che abbia mai sentito. E’ così che facciamo la conoscenza di Marco Cigarini: poeta estroso, filosofo errante, cantante appassionato ma di scarso successo. Se volete farvi un’idea del personaggio, potete dare un’occhiata a questo video.

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Marco Cigarini – photo credit: pagina Facebook @ipersonaggidibologna

Non riesco a esprimervi la mia felicità per aver fatto quest’incontro: si incastra perfettamente in quello che da qualche mese è diventato uno dei miei passatempi preferiti: la Caccia ai Personaggi di Bologna. Ho sempre avuto una forte attrazione per quelle persone fuori dagli schemi, che vedono il mondo a modo a loro; quelli che comunemente chiamiamo “matti”, insomma, e che per me contribuiscono a dare linfa vitale a un luogo, diventano parte vibrante della sua anima. Certe volte sono rassicuranti come colonne, come la torre di un campanile, un monumento che ti aspetti di trovare sempre al solito posto: e lì rimangono per anni, a fare gli stessi identici gesti, a dire sempre le solite cose svalvolate. Altre volte intimidiscono, sono schegge impazzite, non sai cosa aspettarti e magari gli giri un po’ al largo temendo di beccarti un insulto o un ceffone. Altri ancora fanno tenerezza, ti sembra quasi di potergli leggere negli occhi la loro storia e allora ti viene quasi voglia di portarteli a casa.

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“Aiutami, sono Messo Male” – Photo credit: Pagina Facebook @ipersonaggidibologna

 

Sto imparando che Bologna è piena zeppa di questi personaggi, e di tanto in tanto esco avvisando che “sto fuori per un po’, vado a cercare i matti” (chiariamo: per me “matto” non ha un’accezione negativa, identifica qualcuno che ha una prospettiva sul mondo molto diversa da quella comune). E così, pezzettino dopo pezzettino, quartiere dopo quartiere, aggiungo persone ed esperienze alla mia ricerca.

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Lo Sgabellino – foto dalla pagina Facebook @ipersonaggidibologna. Photo credit: https://www.flickr.com/people/tunabites/?rb=1

Oltre agli ormai istituzionali Beppe Maniglia, Sgabellino (che conobbi in tempi non sospetti quando frequentavo l’università a Padova, sempre con sgabellino a seguito), Sono Messo Male (che con l’elemosina è riuscito addirittura a pagarsi l’università e laurearsi), e la manesca Contessa Melania, ho conosciuto recentemente personaggi meno noti ma altrettanto singolari:

  • in Bolognina abbiamo un ragazzo mingherlino e nervoso che ogni tanto perde il suo amico immaginario e chiede ai passanti se lo hanno visto, che però in fondo non gli sta così simpatico perché pare sia un tipo irascibile e, nonostante viva in casa sua, non gli ha mai pagato l’affitto. Mi dice che ha intenzione di scrivere un libro, non ho capito bene su che argomento.
  • sempre in Bolognina c’è un signore anziano e un po’ smunto, con una lunga e folta barba grigia che gira sempre in bicicletta, rigorosamente contromano, indossando una tutona integrale a prescindere dalla temperatura, cappello in testa e lo sguardo smarrito.
  • in Cirenaica c’è un trans particolarmente amante dei cani, tanto da averne con sé sempre 4 o 5, ma dal carattere iracondo, che spesso inveisce con un gran vocione contro i baristi. A sua discolpa va detto che pure quando è contenta, il tono della voce rimane invariato.
  • La Cirenaica è anche il quartiere di Zaga, che io purtroppo non ho ancora avuto la fortuna di incontrare di persona, ma non vedo l’ora di ascoltare dal vivo la sua geniale “fiaba alcolica”, che intanto potete vedere qui (solo per intenditori).
  • In via del Pratello c’è un omino che dorme sotto i portici e fa la spola tra il suo “punto base” e una seggiolina nell’angolo di un bar. Quando passo con la macchina fotografica, si arrabbia con me perché gli sembra che io stia lì “a far niente, mentre lui viene violentato tutti i giorni” (testuali parole, il cui significato non ho tentato di approfondire).
  • In centro c’è un signore ben informato sull’attualità che gira in bicicletta urlando contro il governo e lamentandosi, almeno al momento dell’ultimo avvistamento, dei vaccini e degli intrallazzi criminali tra le case farmaceutiche. Le persone che un po’ lo conoscono alzano le spalle con rassegnazione, asserendo “fa così da anni, però dice sempre cose vere”.
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La Contessa Melania – photo credit: pagina Facebook @ipersonaggidibologna

Ultimamente ho scoperto, in modo del tutto casuale, due supporti preziosissimi per questa mia ricerca socio-antropologica:

uno è la pagina Facebook “I personaggi di Bologna”, che funge davvero da “archivio storico” della città, quella fatta di persone; raccoglie foto, avvistamenti, storie di vita, avvisa della scomparsa di qualcuno e ne mantiene viva la memoria grazie ai racconti e agli aneddoti di chi questi personaggi li ha conosciuti. Un mattone insostituibile e apprezzatissimo (basti vedere il numero di fan della pagina!) che contribuisce a costruire la storia di Bologna. Tra l’altro, tutte le foto dell’articolo sono prese dalla pagina, per gentile concessione dell’amministratore.

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Il signor Agostini, l’umarell che fischietta. Photo credit: Pagina Facebook @ipersonaggidibologna

L’altro è un libriccino uscito lo scorso anno:  “Repertorio dei Matti della Città di Bologna”, un’antologia di ricordi a più mani curata da Paolo Nori (ed. Marcos y Marcos). Racconta i personaggi di ieri e di oggi attraverso le loro consuetudini e gli aneddoti, spassosi o commoventi, di chi li ha conosciuti. Una vera chicca che non smetterei mai di rileggere. Lo trovate a pochi euri qui.

Se anche voi conoscete qualche personaggio di Bologna a cui sono legati aneddoti o ricordi particolari, aspetto i vostri commenti 🙂

Immagine  copertina:
Settecappotti
gentile concessione della pagina Facebook @ipersonaggidibologna
(foto di Gianco)

 

 

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